Egon Schiele, four trees, 1917

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Egon Schiele, Bohemian landscape, 1913
 
 Famosi paesaggi di Egon Schiele a confronto diretto con inedite opere come il paesaggio Boemo del 1913 hanno il fascino dell’ universale linguaggio artistico e del profondo messaggio ultraterreno dell’ artista.

 La particolarità nella pittura di Egon Schiele è la continua ricerca del colore: tecniche come la gauche, tempere e acquerelli dalle tinte madre perla rappresentano paesaggi fatti di luce arrossata e terre d’ ombra autunnali. 

Il messaggio che si percepisce osservando i  dipinti smuove la coscienza, oppressiva gemma che appassisce.

Paesaggi concettuali fatti di stati d’ animo, drammatica condizione interiore, incisa da un assoluto modo di dipingere.

 Le opere di Schiele evocano teorie freudiane, dolore, disperazione nella vita terrena: radici, alberi, cime di rami fatte di sigle anello di congiunzione con l’ aldilà. Le tinte chiare e scure sono inquietanti nel 1911 a Kramau, dove soggiorna  con la diciassettenne compagna Wally Neuzil.

Durante la Secessione viennese, Schiele subì l’ influenza artistica di Gustav Klimt.

Nella paesaggistica la prospettiva è parallela (v. assonometrie),  le figure sono poste in diversi livelli.

Le opere eseguite a Vienna rivivono di ombre spettrali; nel 1913 anno in cui gli artisti sperimentano tecniche moderne artistiche ottiene il più grande successo.

Le opere che vanno dal 1910 al 1913 sono essenziali, la linea assume un segno di vigore.

Egon Schiele differentemente ad altri artisti dipinge scavando nell’ interiore a memoria ciò che sente arte.

Traspare l’ intimità dell’ uomo: volti umani, malati, tristi, cadaverici, espressioni di posseduti, colori della morte.

 Allo stesso tempo l’ artista è anche collezionista di fama internazionale: possedeva quadri di Manet, Munch, Renoir, sculture di George Minnie disperse dopo la seconda guerra mondiale.

L’ atto notarile è inverosimile indica dopo la sua morte il rinvenimento nel suo studio di solo 29 quadri; anche la collezione Haurer fu smembrata.

  ”Quando le radici della terra toccano il cielo”

 Tuona il cielo prima della tempesta

colori bruni terra si intervallano

al verde fradicio al rosso sangue

nel nudo bosco piange l’ anima

radice tra terra e cielo

lacrime di luce attraversano sottili nuvole

nel cielo il tramonto diventa corpus.

 

Alberi irti, isolati, pur vicini, esili, alcuni storti e gracili,

imperfetti e spogli pur in tensione verso l’ alto.

Alberi che divorano il cielo,

lo perforano o ne sono impacchettati, inglobati.

Uomini sperduti in un bosco che diventa un deserto,

fra ruoli che li smarriscono come azzurri indefiniti e rossi che si sfumano.

S’ intravede sotto al quadro, un volto.

La natura che parla e chiama l’ uomo a specchiarsi in lei.

 

Da una lettera di Egon Schiele: Caro signor Haurer…

in modo intenso, con tutto l’ essere e il cuore, si percepisce un albero autunnale d’ estate: questo tipo di tristezza io la vorrei dipingere…

Egon Schiele

 

La pratica del disegno in architettura  risale al 1400, l’ architetto Giovanni Greppi (1884-1960, Milano) non è solo ingegno nel  progettare ma è anche artista di rilievo nella tecnica grafica del disegno.

Laureatosi nel 1907 al Brera di Milano si conferma secondo al progetto della facciata della Stazione di Milano  Centrale.

Nel 1930-40 realizza il progetto della “company town”, la città che sorge nei pressi della fabbrica Dalmine industria siderurgica s.p.a accieria e tubazioni senza saldatura per condotti petroliferi sorta nel 1906 da un gruppo di imprenditori e bancari stranieri durante l’ epoca Giolittiana.

L’  architetto Giovanni Greppi nei suoi disegni artistici riprende l’ ambiente e la vita degli operai nelle fabbriche, il chiaro e scuro della luce  filtra nella fabbrica, anima il disegno architettonico inserendo il concetto di movimento degli operai al lavoro.

La tecnica artistica è  “mista”:  lapis, carboncino e china

 

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Interno di fabbrica, operai al lavoro 1925-30 Giovanni Greppi

Dal periodo vissuto a Dalmine (comune di Bergamo) città sorta nell’ antico insediamento risalente all’ epoca romana, grazie al ritrovamento dei resti di una costruzione sacra in un’ aerea sepolcrare nella frazione di S. Maria d’ Oleno, coglie l’ essenza spirituale progettando successivamente i Sacrari militari Montegrappa, Redipuglia, ponendosi a livello internazionale in particolare il Sacrario di Bligny in Francia per commemorare i caduti della guerra.

“Oltre all’ arte comunica un’ importante contenuto storico politico”

 

Lo studio è evidenziato nei numerosi taccuini dell’ artista: schizzi rapidi e compositivi, iter preparatorio, dove vengono spesso raffigurate 3-4 immagini in movimento, si può cogliere la proiezione assonometrica sul quadro (trimetrica).

Dalla figura statica elaborata secondo graduali movimenti, assimila la prospettiva applicando la proiezione speculare: immagine vista allo specchio (donna accocolata speculare al dipinto giovane madre).

Regole sulla prospettiva nella ritrattistica fanno parte di un procedimento geometrico matematico, le figure vengono inserite all’ interno di un reticolo per il calcolo delle proporzioni.

 

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Schizzo con reticolo di proporzioni per il ritratto di Friederike Maria Beer

 

In alcune dipinti utilizza tele con multipli  simili al quadrilatero, come se avesse calcolato lo spazio universale, ponendo una variante di lettura dell’ opera vista al di sopra (quadrimetrica).

Si riporta come esempio le case dipinte da Egon Schiele (Krumau), 1910 a confronto una foto satellitare posta sul piano orizzontale (precedentemente con angolazione di 30 gradi).

 

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Egon Schiele la città morta

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Foto satellitare:  case in periferia di Vienna

 

Pensieri poetici sull’ arte inviati alla redazione da un artista di passaggio

  La tavolozza dei miei colori
 

 La tavolozza dei colori del mio sentimento era scarna

secca e logora fin da troppo tempo

che a guardarla s’ intristiva il cuore…

Ma quel di tanto aspettato giorno

uno sprazzo di giallo la tinse tutt’ intorno…

giallo di sole

giallo di calore

giallo di pazzia …

lo chiamai amore.

Bianco di verginal purezza più non vidi

pallore di non vita m’ abbandonò…

e colsi l’ armonico splendore

perlaceo di conchiglia

venuto da lontani lidi

Hattyú

 

Lui vide lei specchiandosi nell’ acqua

aveva giurato amore eterno

 la morte ha tradito la vita

si ode nel silenzio dell’ anima

il cantico del cigno

 Paesaggio autunnale 

 

Ricordo quando dicesti devo farti vedere i colori dell’ autunno…

camminavamo per le colline tenendoci per mano

soffici foglie vestivano di calore la terra

sussurava il mio amore il vento di tramontana..

 

Arriva sempre e la amo…

Il sole declina

ormai non arde più…

ai suoi raggi obliqui porgo

 l’ anima

I nostri sogni

 

I nostri pensieri… i nostri sogni… le nostre paure…

L’ amore non è più di moda…

I poeti l’ hanno ucciso ne hanno scritto cosi tanto che la gente non ci crede piu’.

L’ amore vero soffre in silenzio…

 La prostituta

 

la prostituta

 Mentre passeggiavo a Montmartre verso Pigalle

vidi passare con il suo fascino Olympia

era magra e i suoi occhi irradiavano luce,

mi sorrise…

Feci arrivare dei fiori e andai a trovarla…

lavorava in un bordello,

posò nuda prima di fare l’ amore

dipinsi la sua bellezza…

bianchi di carne e rosa di sesso.

Si specchiò nell’ opera,

era la prima volta che provava amore

mi disse di aver odiato tutta la vita gli uomini,

era la donna di tutti.

Prima dell’ esposizione

mi trovavo con una folla di artisti, gente di cultura e aristocratici

al Cafè Guerbois

a discutere il nudo di Olympia e le sue parole,

ricordo quando uscimmo in rue Clichy

sbigottiti vedemmo una colomba

con il nastro di raso nero al collo

ci guardammo e scoppiammo tutti a ridere.

I giorni seguenti seppi che Olympia era salita al cielo,

fù un vero scandalo l’ opera restò in un angolo per diversi anni…Edouard Manet (Parigi 1832-1883) Titolo: Olympia, olio su tela 130×190 centimetri, 1863 conservata al Museo d’ Orsay.

Edouard Manet padre dell’ impressionismo disegnava sul taccuino per le strade di Parigi l’ impressione fuggevole, i suoi soggetti appaiono nudi se pur vestiti, l’ occhio cattura il momento e il disegno finisce anche se incompleto. L’ opera fece scalpore perchè una prostituta veniva ritratta nel luogo di lavoro. Olympia copre il pube con la mano sinistra a simboleggiare il pudore e la virtù femminile.

Elogio alla Follia

 

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 Viveva sola arrivò…

la Dea affascinante…

I volti dei presenti splendevano

avvolti dalla luce…

Io sono la regina della follia

dispenso il mio bene

rallegro gli animi

non c’ è arte senza la mia follia

ne filosofia

la vita umana senza di me non sarebbe gioco

sono ragione di vita

oirartnomni ‘lla ottircs oh (scritto all’ incontrario)

per essere capita

sono anche amore quando mi appoggio al cuore

non confondetemi con la gente stupida… 

 

Ha ispirato i più grandi artisti, senza la follia nessuna società, nessun legame potrebbe durare felicemente. Il popolo si stancherebbe del principe, il servo del padrone, la serva della padrona, il maestro dello scolaro, l’ amico dell’ amico, la moglie del marito, il locatore del locatario, il compagno del compagno, l’ospite dell’ospite, se volta a volta non s’ ingannassero a vicenda, ora adulandosi, ora facendo saggiamente finta di non vedere, ora lusingandosi col miele della follia. Ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia…La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione. (c. Erasmo da Rotterdam)

René Magritte (Belgio 1898 Bruxelles 1976)

Titolo: Golconda, olio su tela, 80,7×100,6 centimetri 1953

Magritte pittore surrealista apre le porte del sogno. I surrealisti hanno usato la psicoanalisi come una delle coordinate su cui articolare la propria ricerca ed a cui ancorare la propria espressività. Nel dipinto di Magritte piovono uomini in bombetta, nasce una confusione di giudizio: scendono, stanno volando o sostano nell’aria?? Espressioni di follia, una lingua che spesso è in contatto con la più grande fonte di saggezza.

Un raggio di sole nella nebbia 

 

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Avvolto nella nebbia

deserto dell’ indifferenza

una voce d’ amore

può diventare un mare 

 

Claude Monet, pittore francese (Parigi 1840 – Normandia Giverny 1926)

Opera: Il Parlamento di Londra, olio su tela, 81×92 centimetri, conservato al museo d’ Orsay

Impressionista nelle sue opere l’ artista coglie ciò che l’ occhio percepisce, il tratto di colore veloce e continuo si accentua nella profondità dei colori vivaci, nei chiari e scuri che vengono colti nella dimensione reale in cui il pittore svolge l’ opera. La sua tecnica espressiva è l’ immediatezza.

Monet diceva: “per dipingere ciò che vedi dimentica ciò che sia…”

 Il tramonto

 

il tramonto

 Nel tuo cuore

calore

una carezza

un ardore

un brivido

scorre lungo i tuoi riccioli

arriva al tuo corpo…

si appoggiano le mie labbra

sulla tua bocca

come il cielo bacia la notte

il cielo si fà rosso

è amore dopo il tramonto 

 

William Turner (Londra 1775-1851).

Titolo: tramonto sul lago, olio su tela 1840

Williaman Turner impressionista romantico: le sue opere sono esplosione di colore sulla tela, i gialli del sole che si specchiano al tramonto sull’ acqua; dipinti di naufragi, terremoti, cascate . Riferimenti: Didone costruisce l’ impero di Cartagine (1815)

 Piccoli uomini e donne

 

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 Dopo la partenza

mentre correvo

con la Bugatti verde

si elevava …

Vidi in lontanaza

uomini e donne

diventare sempre piu piccoli

non sapevano volare…

Tamara de Lempicka polacco americana (1898-1980)

 Autoritratto (Tamara sulla Bugatti verde), 1925

 La celebre artista Tamara de Lempicka ritrattista art Deco dalle forme tridimensionali, regina della classe femminile va oltre le mode dei tempi. Citazione di una frase” All’ inizio della mia carriera mi guardai intorno e nella pittura non vidi altro che rovine…”

Le ultime parole

 

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 Quando

non ci sarà

piu nessuno

ad ascoltare le nostre parole

saranno gli ultimi

secondi

della nostra vita 

 

Edvard Munch, pittore norvegese (Oslo 1863-1944)

particolare dell’ opera: il grido della natura, 1893 Oslo Munchmusset realizzato su cartone olio, tempera e pastello 91 x 73,5 centimetri.

Malattie e pazzia vegliarono sulla culla di Edvard Munch fin dall’ infanzia, l’ impossibilità di scelta del destino furono dolore e solitudine; l’ urlo che preclude all’ inferno e anticipa la morte pervade l’ universo e tocca le tenebre.

 Emozioni

 

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 Una lacrima scende dal cielo

 bagna le sponde del fiume

anima infranta…

La sua esistenza è emozione 

 

Pablo Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973)

Titolo: testa di donna che piange, 1937 Parigi, matita, gessetto colorato e gouache su carta

Picasso trasforma il realismo in simbolismo, una pittura che vive periodi che passano dalle tinte Blu alle Rosa, dal cubismo analito a quello sintetico, alla fantasia delle forme, a studi sulle antiche civiltà, alla genialita’ di una pittura moderna con l’utilizzo di nuovi supporti, e tecniche.

Picasso diceva: “I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni

 Espressioni d ‘arte

 

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Preparai la tela

distrattamente goccie di colore

caddero…

sentivo l’ ispirazione

le forme componevano

in ogni lato

espressioni d’ arte 

 

Paul Jackson Pollock (Stati Uniti 1912-56)

Titolo: Occhi nel calore, olio su tela 54 x 43 centimetri , 1946, Peggy Guggenheim Collection, Venice

Jackson Pollock espressionista astratto una totale casualità compositiva.

Pollock diceva:

nelle vita come nell’ arte ciò che ruota attorno è in funzione del nostro punto di vista

 ” quello che succedeva finiva sulla tela non era un quadro, ma un evento”

Marchig si applicò all’ arte del restauro e fù commentatore della pittura antica fiamminga e veneziana, un restauratore di fama mondiale in grado di valorizzare la storia dell’ arte.

La sua pittura nasce dal disegno e dall’ incisione. L’ incontro con l’ arte si riferisce ad una copia floreale fiamminga firmata Marchig a confronto con il maestro olandese Jan Davidsz De Heem (1606-1683).

 

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Marchig

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De Heem

La copia d’ autore segna il primo passaggio per apprendere le tecniche pittoriche, la patina antica sul dipinto di Marchig fà pensare all’ opera originale, certamente  si nota la passione dell’ artista nell’ eseguire minuziosamente un’ opera così laboriosa dai lunghi tempi di realizazzione.
La conoscenza del proprio essere interiore lo porta a prediligere il bisogno di solitudine e pellegrinaggio nelle città dimenticate, arse dal sole dove a parlare sono i colori vivi della campagna concezioni distanti dalla retorica vita di città .
 

 Concepisce il dono dell’ arte come risposta divina, in particolare l’ eccelsa opera: la resurrezzione di Lazzaro, 240 x 360 cm, 1926

 firmato sulla lastra tombale di Lazzaro

Restaura le antiche opere perchè possano durare nel tempo, per trasmettere i valori morali e culturali. (Maestro Guglielmo Croce, Sarzana  Cattedrale, restauro di Giannino Marchig, 1940).

Ogni scenografia diventa un piccolo racconto nella simbolica presenza della natura

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 Marchig: quarto dipinto gatti alle prese con il riccio
 

La retrospettiva di Alfred Sisley esalta il segno divino dell’ anima nel paesaggio

 

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Inedito dipinto attribuibile all’ artista: Alfred Sisley Titolo: marcher dans la rue
à Villeneuve la Garenne Tecnica: olio su tela  Datazione: seconda metà dell’ 800 Collezione Ciniartgallery

 

Les coteaux de La Celle

 

Inedito dipinto attribuibile legalmente all’ artista: Alfred Sisley  Titolo: Les coteaux de La Celle ( Saint-Mammès ) Tecnica: olio su tela  Datazione: seconda metà dell’ 800 Collezione Ciniartgallery

 “Piccole casette all’ orizzonte, terre d’ ombra si alternano ai gialli ocra, ai verdi foresta, nel cielo iridescenze azzurro chiaro, nuvole bianco cenere” (Cini)

Fin dall’ antica Grecia collegata alle radici egizie e mesopotamiche l’ anima è elemento interiore imprigionato nel corpo a causa di una pena originaria. Dopo la purificazione del corpo l’ elevazione dell’ anima costiutisce il passaggio per il raggiungimento dell’ armonia con il mondo (scuola pitagorica risalente al 530 a.C).

Situazioni infelici caratterizzarono la vita dell’ artista oltre ai problemi economici.  La guerra franco-prussiana portò alla distruzione del suo atelier a Bougival e al fallimento dell’ industria del padre morto di crepacuore; otterrà il massimo successo solo dopo la morte.

Nel 1860 partecipò allo studio di Gleyre a Parigi con i maggiori artisti  francesi:  Monet, Bazille, Renoir, Pissarro.

Gli artisti praticarono la pittura all’ aperto ‘en plein air’ le impressioni suscitate dalla natura nella foresta di Fontainebleau, in Normandia (10 km da Celle-Saint-Mammès).

 Diversi paesaggi furono eseguiti nel 1872 a Villeneuve-la-Garenne, un villaggio sulla Senna a nord di Parigi nel periodo in cui l’ artista soggiorna presso la casa di Monet (villaggio di Argenteuil). Alfred Sisley anticipa l’ alta concezione della “veduta” impressionista:  artefice nella creatività e nella fantasia esprime nel paesaggio il punto di equilibrio psicologico.

paesaggio Rousseau

 

Inedito paesaggio crepuscolare: Theodore Rousseau

Titolo: crépuscule paysage Barbizon, prima metà 800, collezione CiniArt Gallery

 

Pierre Étienne Théodore Rousseau (Parigi, 15 aprile 1812 – Barbizon, 22 dicembre 1867) dipinge nel villaggio di Barbizon, ai margini della foresta di Fontainebleau assieme a numerosi artisti:  Corot, Millet, Diaz, Jacque, Duprè, formando il gruppo definito scuola di Barbizon. Rousseau promotore della scuola svolge la pittura a stretto contatto con la natura (all’ aperto “en plein air”).

 La pittura di Rousseau è singolare si basa sullo studio e l’ esaltazione dei fenomeni atmosferici in particolare la luce crepuscolare che si riflette sull’ acquitrino e si propaga nella natura circostante (scenofragia ricorrente in diversi dipinti).  Il rilievo pittorico della natura  è dato dalla divisione di piccole colature di colore;  le scorrevoli pennellate del cielo ripropongono nei chiari e scuri sfumati i reali colori atmosferici (Riferimento dipinto Strada nella foresta di Fontainebleau, effetto temporale, olio su tela, Cm 30 x 51, Musée d’ Orsay).

 L’ arte pre-romantica di Francesco Guardi (1712-1793) appresa dalla scuola del padre Domenico (1678-1716) anticipa nel contenuto il movimento romantico sviluppatosi verso la fine del XVIII secolo in Inghilterra e poi in Europa.

Trionfo floreale

 Monografia Domenico – Francesco Guardi  collezione Ciniartgallery

 

Il dipinto di forma ottagonale simbolo di un’ antica concezione sacra comunica all’ ottavo giorno l’ annunciazione dell’ eternità (v. metafisica), assume un significato quale dono divino e allo stesso tempo dono d’ amore.

Le prime testimonianze architettoniche : base e cupola ottagonali risalgono all’ epoca bizantina  concepite con lo scopo di tramandare i valori.

 

Nel dipinto la composizione floreale è perfettamente centrata, la netta elevatura artistica è evidenziata nell’ utilizzo dei pigmenti e nella pennellata: tonalità accese dei fiori nello sfondo in penombra, forme dei petali e delle foglie.

 Trionfo floreale

 Illuminati fiori

azzurro turchese

boccioli di rosa

rosso porpora

tulipani in fiore

rosa corallo

 

 romantica aria

essenza di profumo…

trionfa floreale

la natura

dono d’  amore tradito

 

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Artista: inedito dipinto attribuibile a Francesco Albani     Titolo: gioco degli Amorini     Tecnica: olio su tela  Datazione: prima metà del 600   Collezione CiniArtGallery

  

 L’ opera rappresenta il gioco degli Amorini con le colombe simbolo dello Spirito Santo e della pace.  La scenografia artistica paradisiaca si svolge all’ origine della sorgente: alberi, foglie, acqua dalle forme “celesti” simili alle ali degli Amorini. Il fascio di luce  risalta gli incarnati,  sono rarissime le opere in cui Amorini vengono ritratti in primo piano con dimensioni maggiori per la loro complessità prospettica. L’  indice della profondità è dato dello spazio naturale in cui sono collocati gli Amorini impalpabile elemento di luce, aria, umidità. La prospettiva grafica e’ di tipo piramidale: la costruzione si disegna ponendo all’ apice la colomba e agli angoli gli estremi delle figure, tracciando la proiezione a 45 gradi. Si osserva lo studio sacro delle linee in cui siede sulla veste l’ Amorino frontale.

Francesco Albani ( Bologna 1578-1660), artista della scuola di Calvaert e del Carracci ebbe per compagni di apprendistato Domenichino e Guido Reni: intraprese gli studi in riferimento alla pittura di Raffaello.  Si osserva lo stile ”barocco” termine coniato nel corso del ‘ 700 per indicare “forme che volano”,  forme leggiadre, espressioni dell’ armonia.

Hans

Ciò che pervade l’ animo del pittore è inquitentante è dolore la pittura non si prende cura del concetto qualitativo come l’ impressionismo, va oltre all’ apparenza; l’ arte non e’ più pregio ma ingegno culturale. Nel 1905 in Germania si afferma la tendenza dell’ espresssionismo costituita dai Fauves a Dresda definiti Die Bruche, successivamente nel 1911 a Monaco emerge il gruppo Der Blaue Reiter. L’ espressionismo sintetizza l’ animo interiore: la traccia pittorica scaturisce dalla mente ed è legata all’ oggetto. La rappresentazione pittorica di Hans Muller pittore dell’ avanguardia tedesca ‘900 assume molteplici spiegazioni:

1) Scenografia all’ interno di una locanda (N.R Milano)

2) Scenografia all’ interno di una botte dove il troppo bere porta alla morte (G.D Roma)

3) Scenografia funebre: l’ addolorata (abito rosa) in primo piano che dà le spalle stà piangendo la morte del figlio mentre il marito la sorregge. La signora (abito giallo) della coppia frontale osserva comprovata tenendo la mano sul petto,  il marito guarda assorto meditando. Seduto a gambe aperte con la mano appoggiata il signore con la sigaretta  incredulo dell’ accaduto in attesa di un verdetto. Nel tavolo a retro i “dottori della morte” si stanno confrontando.

La porta rettangolare simboleggia lo stato materiale della vita mentre la porta a cerchio (luogo sacro) come nei cerimoniali del medioevo e del rinascimento è la porta del trapasso dell’ anima dal mondo materiale al mondo spirituale. (Cini,Venezia)

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L’ importante valore socio culturale del Bolero composto da Maurice Ravel considerato un musicista impressionista andò in scena a l‘ Opéra National de Paris Ministero della cultura francese nel 1928 : musica per orchestra e per balletto ritmicamente seducente.

Il dipinto firmato in basso a sinistra Ravel rappresenta un’ antica tecnica di filatura (di fine 700), sviluppatasi ampiamente in Svizzera nell’ 800 dove la filatrice compie lo srotolamento delle fibre tessili utilizzando il fuso (asta di legno) e l’ arrotolamento sull’ aspo (matassa).

 Segue il trasferimento delle matasse ai rocchetti con processo definito binatura ovvero la torsione di due o più capi per ottenere il filato. Successivamente ci vollero degli anni perchè giungesse in Europa l’ applicazione del sistema a ruota in uso nei paesi asiatici (Cina); principale difficoltà mantenere un graduale movimento perchè il filo non si spezzi.

Il concetto di filatura trova riscontro nella composizione musicale del Bolero, è da ritenersi importante idea applicabile nel campo delle ricerche e nelle politiche sociali.

 Secondo gli studi di Freud la psico analisi non è’ altro che la riordinazione coerente di fatti.

La composizione orchestrale sinfonica il Bolero di Ravel opera del ‘ 900 posta al centro di tale concetto rapprentativo (tessitura orchestrale) è strutturata anch’ essa dalla accordatura (binatura) di due temi incrociati accompagnati dal ritmo armonico continuo del tamburo;  secondo concetti di fisica, risultato di un ripetersi di frequenze; in musica dalle note racchiuse in chiave di Do maggiore, nella pittura dai colori evocanti un’ opera.

La filatura assume nel dipinto una duplice valutazione sul “Bolero sbrogliato” in quanto Ravel in inglese significa groviglio come apparse negli anni 30 in un articolo della British Company.

Il dipinto la filatrice di fine 800 “opera concettuale” restaurato presentava frontalmente uno sfregio verticale, di discutibile interpretazione: casuale o voluta al raggiungimento del maestoso finale.

L ‘ opera musicale di Maurice Ravel artista della sensibilità sonora, rimane ancor oggi insuperata .

Suona nel tempo l’ anima dell’ artista, la vittoria della cultura

 Articolo inviato alla redazione scritto da Cini <Ciniartgallery.eu>

Citazioni

 ” Un compositore deve mettere sulla carta ciò che sente e come lo sente, liberamente e senza tener conto dello stile del momento. La grande musica, così come ho sempre sentito, deve sgorgare dal cuore.  La musica creata dalla tecnica e dal cervello non vale la carta su cui è scritta. “(Maurice Ravel)